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Passione? No grazie

Prima, da ragazzino, mi hanno fatto credere che dovevo appassionarmi a qualcosa e poi, da adulto, che dovevo fare appassionare i miei allievi.

Ma passione deriva da patire, soffrire e rappresenta una condizione di passività, che si subisce nostro malgrado (vedi la passione del Cristo, ad esempio).

Così oggi mi chiedo perché volevano questo per me e, soprattutto, perché dovrei agire allo stesso modo sulle persone che mi sono care.

Finalmente ho capito che di passioni siamo già tutti pieni e che posso alleviare il malessere, mio e di chi mi sta accanto, utilizzando la musica (tra le varie possibilità) come mezzo espressivo e creativo, spogliandola di tutte le distanze, falsità e inutilità con cui oggi ci viene propinata, che sia classica o moderna.

Il buon insegnante dunque non genera o trasmette passioni, ma sa riconoscerle e offrire mezzi per curarle.


passione su Treccani

grazie a Silvia Zanetti per gli spunti che mi sta regalando riguardo all’apprendimento

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Gigi Todesca
Sono umano, ma sono anche un sasso, il vento, le piante, gli animali e tante cose che ancora non so.

2 Replies to “Passione? No grazie

  1. Grazie, sapere che ti sto regalando degli spunti per me è una gratificazione. Sono orgogliosa di questo nuovo discepolo …però mi sa che è un discepolo che è già avanti con il viaggio. Ma, come si dice, “mi piace vincere facile!” 🙂

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