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Mia recensione su ONG

A. Igoni Barrett L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto
A. Igoni Barret è nato in Nigeria nel 1979. Dalla Nigeria ci giungono i suoi racconti. Leggerli è più istruttivo di un testo di storia, racconti bellissimi nello svelamento della realtà.
Un racconto può essere tante cose, sta scritto sulla prima pagina di questa raccolta di nove storie e leggo e rileggo alcuni di questi imparando a conoscere la Nigeria da qui, dai racconti. Molti lavorano alle Ong, in Nigeria. Una Nigeria di strade polverose e non finite. “Sei, sette, otto uomini armati di fucili automatici irruppero in casa” Godspeed e Perpetua, fra colpi di stato e vita di coppia, nel tentativo di una normalità impossibile. Gli eventi della storia trascinano esistenze individuali contro la volontà dei singoli. La violenza si subisce essendo impotenti al dominio delle forze brute.
E come si è impotenti davanti a decisioni imposte dall’alto allo stesso modo si è impotenti nei rapporti interpersonali. Ciò sembra dirci Igoni in Trophy dove un professore seduce una sua allieva, poi cerca di scaricarla offrendola quasi ad un conoscente e mentre la ragazza chiede inutilmente ascolto, siamo testimoni dell’uso che si fa del potere su un altro. Ridurne a zero la sua volontà.
Dosando l’amaro con il dolce troviamo un delizioso racconto di amore affettuoso in La ragazzina con i seni in boccio e la risata di gomma da masticare, “La amava da quando aveva nove anni e i seni come due mandarini.lei era ancora nella fase irruente-correva per casa con un paio di mutandine,strillava e rideva. Lui era suo cugino, un fratello maggiore, aveva quindici anni più di lei”. Ci riconciliamo con la dolcezza di questa storia, e scordiamo per un attimo l’arteria modello della Nigeria, un chilometro e tre di lunghezza, cominciata nel 1970 ed ora un fiume grigio cenere disseminato di buche, rovinata dalle crepe, con i canaletti di scolo ostruiti dal limo, dai rifiuti. L’aria satura di gas, il fracasso di un popolo famoso per la sua lingua lunga.
NelLa forma di un cerchio perfetto, la storia di Dimiè, quattordici anni. C’è la fame e l’arte di arrangiarsi, la storia di Dimiè che ha una madre da accudire, c’è il caparbio sciupio della malattia, della dipendenza dall’alcool e la lotta di Dimiè per non essere sopraffatto. Violenza, violenza, violenza, nell’Amore è potere, o almeno gli somiglia molto. Violenza di scambio.
Nairobi, Lagos-Nairobi, con scalo ad Addis Abeba. Nel Racconto Una storia di tira e molla a Nairobi Igoni Barrett ci dice “Il motore di Nairobi gira grazie alle colture da reddito, il combustibile è il turismo, ma al volante ci sono i soldi delle Ong. Ovunque vai in città trovi loro, quelli delle Ong, camuffati con cappelli di paglia, scarponi da safari e il colore della pelle dei turisti, il bianco.Tutto è loro, supermercati, hotel di lusso, li trovi dovunque le Ong.”
Ong belga, britannica… pagano bei soldi. sono i padroni.
Il colonialismo si chiama Ong nel 2018.
Una copertina dalle bolle beige, tortora, marrone, la traduzione dall’inglese di Michele Martino, la casa editrice 66thand2nd, confermano la qualità e la competenza nelle scelte stilistiche e di contenuti.
Una estate con i racconti di Igoni Barrett in Litweb, racconti da struggimento e volontà di tornare ancora.
Racconti per fare conoscere, racconti per far riflettere, racconti dalla Nigeria per una estate dai colori polverosi.
Ippolita Luzzo

A. Igoni Barrett è nato a Port Harcourt, in Nigeria, nel 1979. Fellow, tra gli altri, del Chinua Achebe Center e del Norman Mailer Center. Nel 2005 ha esordito con la raccolta di racconti From Caves of Rotten Teeth, tra cui figura The Phoenix, premiato quello stesso anno dalla Bbc. La seconda, Love Is Power, or Something Like That, uscita nel 2013, pubblicata da 66thand2nd nel 2018. Culo nero, il suo primo romanzo, ha imposto Barrett sulla scena della letteratura nigeriana di oggi insieme a Teju Cole, Chimamanda Ngozi Adichie e Helon Habila.

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