Prosa

El tango

Ecco la musica inizia… s’espande sul pavimento, sale attraverso le tue caviglie, le gambe e ti avvolge il corpo delicatamente.
All’inizio in modo quasi impercettibile, ma poi pian piano ti penetra dentro e ti travolge, ma solo se la stai ad ascoltare.
Perché il tango è questo, è ascoltare.
Ascoltare la musica, ascoltare chi balla con te e ti racconta di sé, del suo dolore, del suo stupore, della sua femminilità, della sua sensualità ritrovata, della sua sfida che sta giocando con il tango.
Ascoltare cosa ti racconta chi ha creato la musica che stai interpretando e ascoltare il tuo corpo che da solo parla, parla a te e agli altri e tu impari a riscoprirlo.
E in questo ascoltare e comunicare le due persone sono unite in una strana complicità, artefice di nuovi messaggi che si intrecciano con quelli degli altri ballerini e la milonga vive in quell’intervallo di tempo un miracolo, un’intesa universale destinata a terminare nell’attimo preciso in cui la musica si ferma e il tango finisce.
Ma cosa si raccontano quelle persone immerse nel tango?
La vita, ecco cosa si raccontano, la vita e la vita di ognuno è diversa da quella dell’altro così come sono tra loro diversi i tanghi e dal diverso modo di ballare, di tendere e rilassare il mio corpo tu capisci se sai ascoltare.
Ascoltare te stesso e gli altri e te stesso con gli altri.
E non è facile fare questo, ci vuole coraggio, il coraggio di denudarsi per riconoscersi ed accettarsi, è una sfida.
Il tango è una sfida.
Il tango è coraggio di ascoltare veramente gli altri, senza il decodificatore del nostro ego, non dobbiamo ascoltare gli altri attraverso di noi, ma fuori di noi, per ridare legittimità agli altri di esistere nella loro diversità da noi.
E’ così difficile accettare la diversità, ma soprattutto la complicità nella diversità.
Eppure eccoci qui, siamo così diversi noi attorno ad un tavolo di osteria: osservo i vostri visi alla luce tremolante della candela che vi fa assomigliare ad un quadro di El Greco mentre parlate del tango e attraverso il tango di voi stessi. C’è del pudore nel raccontarci, però a parlare di tango no, tutto diventa più semplice, ma allo stesso tempo diventiamo più complici e senza accorgerci ci troviamo coinvolti nel sentire degli altri e ciò ci fa paura e piacere allo stesso tempo.
Cos’è per te il tango?
Non è semplice la risposta soprattutto dopo un bicchiere di vino che ti libera delle resistenze e tu ti lasci andare alla confidenza.
Sì, perché spiegare cos’è il tango per noi significa svelare una parte di noi, mettere a nudo la propria emotività, affettività, il proprio sentire ed essere; eppure ci raccontiamo, dapprima con un po’ di titubanza poi con fervore, e mentre ci raccontiamo agli altri noi ci raccontiamo a noi stessi ed è bello scoprirsi ed è bello riscoprirsi.
E mentre ti racconti io ti vedo che balli e ricordo cosa dicevi mentre il tuo corpo si lasciava andare alla musica; sì quello che racconti lo raccontavi già in parte ballando, bisogna saper ascoltare, solo ascoltare con umiltà ed empatia.

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One Reply to “El tango

  1. Appassionante questo tuo scritto, Silvia, che invita all’ascolto di sé e degli altri, a svelarsi senza parole prima che il rossore ci faccia ancora da veste, che ci ricorda che saremmo universi che convivono inesplorati se non trovassimo un tango che fa vibrare la musica che siamo, ognuno necessario con le sue note uniche.

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