Prosa

Di quando Peter Green voleva uccidere Jeremy Spencer

Eccomi qui a suonare con l’inglese Papa George e, nell’occasione, anche con Jeremy Spencer, mitico chitarrista dei Fleetwood Mac. Ovvio che mi faccia raccontare di quei suoi anni al top del mondo.

Ora è un anziano ometto garbato che fuma la pipa ed è difficile immaginarlo ragazzino alle prese con i più grossi palchi del mondo e, soprattutto, con le groupie.

Quando gli chiedo di queste ultime sorride compiaciuto, ma è con la nuova moglie e mi racconta solo della sua prima volta quando, appena sbarcato in America, gli si fa avanti una che gli apre la pelliccia sotto il naso e sotto è completamente nuda. Anche allora però era accompagnato da una moglie, così gli toccò declinare gentilmente.

Jeremy è un vero signore e non dice altro a riguardo, sotto gli occhi compiaciuti della sua ultima compagna che gli fa anche da manager. Forse avrebbe voluto raccontare qualcosa di più, lo sguardo è furbetto nonostante l’età, ma si sa che con i manager non si scherza.

Ci ha mandato da preparare tutti brani che scrive lui, molto belli, ma niente dei Fleetwod Mac, si capisce che quello è un periodo che desidera dimenticare. Ma Papa George non lo sa, non gli ha chiesto molto a riguardo, così, durante il concerto, attacca la Black Magic Woman di Peter Green, senza preavviso. In un’altra tonalità poi rispetto all’originale e, mi vergogno a dirlo, con le armonie della versione di Santana.

Jeremy non fa una piega e ci suona sopra da bravo professionista, mentre il pubblico, che come al solito ci capisce poco e non sa nulla, va in visibilio. A me invece viene male, a parte perché non è un suo brano e nemmeno nella bella versione che suonava all’epoca ma, soprattutto, perché mi ha appena raccontato del come, quando e perché ha deciso di lasciare i Fleetwod Mac.

Disse che all’epoca Peter Green aveva qualcosa che non andava, che era il male incarnato, che ne aveva davvero paura, ne era addirittura terrorizzato. Era una situazione che diventava sempre più invivibile e non sapeva più cosa fare, finché una notte non sognò che Peter cercava di ucciderlo strozzandolo. Fu così realistico il sogno che gli sembrò davvero di morire sotto le sue mani.

Al risveglio era convinto, dove andarsene al più presto, salvarsi e fu così che in un attimo decise di abbandonare una band che era all’apice del successo, che poteva ancora renderlo straricco ma lo stava anche uccidendo. Dentro sicuramente.

Finalmente Black Magic Woman finisce, come tutte le canzoni che si rispettino, e io mi rilasso un po’, ma mica tanto, perché so che Papa George conosce anche la Oh Well di Peter Green in cui Jeremy non suonava nemmeno la chitarra, ma le maracas. Speriamo bene.

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Gigi Todesca
Sono umano, ma sono anche un sasso, il vento, le piante, gli animali e tante cose che ancora non so.

4 Replies to “Di quando Peter Green voleva uccidere Jeremy Spencer

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