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Dal tramonto in poi

DAL TRAMONTO IN POI 

Il solito  tramonto 

Tra le fabbriche 

Sempre indaffarate 

A fumare cenere 

Sembra un vecchio film americano 

Dalle mille repliche 

Mandato onda a notte fonda 

Per riempire l’etere 

 

Il solito tramonto matricida seriale 

Uccide il giorno che gli ha dato la vita 

E gli operai finiscono il lavoro 

Libertà condizionata da una paga garantita 

Tute blu mani nere 

Ed elmi gialli 

Utili ma non indispensabili, 

Sacrificabili 

 

E come al solito a chiedere del solito al solito bar 

Mentre il sole muore 

Suicida tra la polvere

 

Un crepuscolo rosso sangue 

Ed il sipario si sta per abbassare 

Tra questo caldo umido 

E i condizionatori che continuano a ronzare 

Le case sembrano toccarsi 

Da quanto sono vicine 

E la strada bagnata fradicia 

Come il greto di un fiume 

 

La notte passa lenta 

Sono appena le due 

Ma non ho voglia di tornare a casa 

A rinchiudermi tra le mie fantasie 

E mi ritrovo a camminare 

Con i fantasmi della città  

Anime dannate condannate abbandonate 

Anime dimenticate 

 

Scusa hai una sigaretta  

Mi dispiace non fumo e mi racconta la sua vita 

Sorride con i suoi quattro denti 

E gli occhi spenti  

Una pioggia nebulizzata 

L’unica cosa che mi tiene  sveglio 

Gocce di polveri sottili  

Ma non c’è niente di meglio 

 

Un temporale in lontananza 

Si abbatte su di un’ altra città 

Ed io mi siedo ad aspettare una tempesta 

Che non arriverà. 

 

E il sole come una fenice stanca 

Cerca di farsi largo nell’ orizzonte chiuso 

Riflesso dai vetri dei balconi 

Come scudi luccicanti di soldati 

Pronti a scacciare via le ombre 

Dei fantasmi che tornano nel buio  

Finché il sole tra le ciminiere 

Non tornerà a morire. 

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