Prosa

2 agosto [per non dimenticare]

Per non dimenticare,, ricordo…

Ricordo.

Ero a Silvi Marina, bimbetta di otto anni appena compiuti, in vacanza con mamma e papà. Le mattine le passavamo al mare, si metteva in acqua il gommone e si arrivava fino al castello di Cerrano. Un tuffo, una nuotata, un frutto e su, l’ancora da sabbia si “faceva su” e via…

Avevamo affittato un appartamento nella collina a ridosso di Silvi presso una famiglia accogliente, generosa che ricordo ancora con grande affetto. Si arrivava a casa sudati e cotti dal sole. Doccina veloce e rito del pranzo. Ricordo mia mamma in cucina con il grembiule di cotone smanicato dalla fantasia fiorata. La cintura in vita le faceva risaltare i suoi bei fianchi e le gambe magre. Che bella… mi sembra di averla ancora davanti! Papà seduto alla tavola già apparecchiata e in procinto di accendere la tv.

Felicità.

Fin qui felicità di bimba, spensieratezza, gioia della vacanza, odore di vongole, caldo d’agosto…

“Giovanna corri… Giovanna vieni a vedere il telegiornale”

[Non volò più una mosca. Ricordo solo un silenzio devastante. Un silenzio nuovo, mai sentito.

Le lacrime dei suoi occhi azzurri come i miei… lacrime di paura, angoscia, sgomento. Lacrime mai viste.

Il volto di mio padre, fisso al televisore. Per il quale non trovo nessuna parola per descriverlo. Sguardo mai visto]

Ci sono momenti della vita che assorbi e trattieni  per riflesso. Io, a quei tempi, non sapevo di bombe, terrorismo, politica. L’ho imparato attraverso i loro volti…

 

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6 Replies to “2 agosto [per non dimenticare]

  1. Attraverso un ricordo, la tragedia. Attraverso i profumi di cucina del quotidiano e i colori della gioia, il serpente del dolore che si scopre e si insinua nell’esperienza. Mi piace molto il modo in cui hai ricordato, Selly, proprio attraverso quegli occhi azzurri di bambina.

  2. Il brano mi è piaciuto, sì. Ma sai cosa mi ha colpito di più? Il fatto che non ho capito di quale tragedia si tratti. Ne ho viste talmente tante, ormai, che le date si mescolano e si sovrappongono, Solo l’11 settembre è lì che brilla a intermittenza come una insegna al neon, nei miei ricordi. E intorno sguazza piazza Fontana, il povero Pinelli, Bologna e la stazione (non ho più potuto cantare ‘La Locomotiva ‘ di Guccini, da allora), la Ruanda, Jonestown, Ustica, bambini che sparano nelle scuole, metropolitane invase dal gas, e tutti quei morti e feriti e dispersi che si sommano e si accumulano nella memoria… E io ho pochissimi anni, un niente se confrontati alla Storia (e parliamo solo delle ultime poche migliaia di anni!) eppure ho ricordi pieni di dolore collettivo. Posso permettemi di dire ‘che mer@?’ Vorrei tanto reincarnarmi in un’epoca in cui l’umanità vive per la gioia di vivere. Non per la gioia di uccidere.
    (scusa lo sfogo)

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